Tàjrà

LA VISIONE

In un’officina artigiana, oggi.
Nel cuore della città vecchia.

(Fuori le torri pisane, i palazzi liberty e le chiese catalane).

Dentro.
Tra Udu e Laptops, Launeddas e MP3.

Alla ricerca.
Di suoni, parole, musiche e visioni.
Antiche, moderne e future.

Non importa il tempo, non importa il luogo.
Perché siamo qui e ora,
e questo basta.

Qui e ora.
A raccontare una storia.
A incidere un segno.
A documentare un modo e un mondo.

Gli occhi vedono il mare,
lo scirocco porta il Mediterraneo
sotto forma di melodia.
Le spalle sentono i monti,
il maestrale porta i ritmi della Sardegna meno conosciuta.

Si percorre un periplo,
si apre e si chiude un anello,
forziere di gemme che ci ricorda
come anche un sandalo di terra possa essere continente,
per chi ha occhi e orecchie per capirlo.

Tàjrà,
segno facile per lingua e pensiero,
è il laboratorio dove
questi suoni, e parole, e musiche e visioni
si preparano al viaggio.

Giacomo Casti - 2006